Ancora sull'energia nucleare (seconda parte)
Come promesso nel post di ieri, torno a parlarvi di una serie di fattori di impatto economico che vanno presi in considerazione quando si punta sulla produzione di energia elettrica mediante centrali nucleari a fissione, anche se il loro effetto non può essere valutato come diminuzione o meno del costo del kilowattora: eccovi allora un tentativo di elenco
- L’efficienza di impianto che è, come già detto, il rapporto tra la potenza nominale dell’impianto e la potenza effettiva che l’impianto stesso sviluppa è completamente sotto il controllo del personale della centrale. In parole povere cio significa che se l’utenza richiede in questo preciso momento il 65% della potenza nominale della centrale, questa può essere erogata senza nessun problema: se l’utenza chiede lo 0%, la centrale può essere spenta senza problemi. Per le centrali eoliche e le centrali solari questo non è vero perché la fonte primaria di energia è sottoposta a variazioni meteorologiche: questo è vero in misura maggiore per le centrali eoliche, ma anche per le centrali solari, che per forza di cose non possono essere costruite tutte in luoghi dove le precipitazioni annue equivalgono a quelle del deserto del Ténéré. Ciò significa che la potenza erogata da questa tipologia di centrali non è mai dipendente dalle richieste dell’utenza, ma non solo: la rete elettrica di trasmissione dell’energia elettrica a cui sono allacciati impianti di questo tipo è soggetta a forti sovraccarichi. Il gigantesco effetto domino partito dalla Germania il 4 novembre del 2006 che ha investito l’Europa rischiando di causare un generalizzato black out pare (e dico pare perché non ricordo la fonte esatta, ma ne sono sicuro
) sia stato un eccesso di produzione da parte di uno degli impianti eolici tedeschi, afferente ad una linea a 400kV non in perfetta forma. Occorre quindi avere una rete elettrica in perfetta forma, alla quale siano allacciati impianti di diversa tipologia e questo è tutto sommato un obiettivo fattibile, anzi auspicabile. Si potrebbe obiettare che è possibile immagazzinare l’energia elettrica prodotta nei periodi di abbondanza per consumarla nei periodi in cui l’utenza la richiede: questo è senz’altro vero ma per impianti di potenza limitata. Infatti non esiste a questo riguardo una soluzione tecnologica che possa garantire elevate densità di energia immagazzinata (diciamo kilowattora per metro cubo) e elevata efficienza energetica (l’oggetto in questione dovrebbe restituire una ragionevole parte dell’energia in esso immagazzinata): allora, cosa aspettate a risolvere il problema?
- L’impatto che ha la tecnologia nucleare non riguarda solo la produzione di energia: esistono tutta una serie di ambiti traenti vantaggio in particolar modo dallo sviluppo del nucleare che brevemente elenco.
- Industria elettronica: l’elettronica che si usa nelle centrali nucleari deve essere progettata con criteri stringenti e deve possedere delle caratteristiche di durata, sicurezza e affidabilità non comuni e inoltre deve essere radiation hardened.
- Scienza dei materiali e chimica: ricerche su acciai speciali, materiali magnetici, sistemi di isolamento e protezione, materiali.
- Ingegneria nucleare: ricerche su tipi possibili di centrali nucleari.
Forse solo la tecnologia per lo sviluppo delle centrali solari fotovoltaiche può vantare impatti in altrettanti ambiti.
Bene, per oggi ho terminato… Ah! Volevo dire che già da ieri potete rilasciare commenti in forma anonima sui post del mio blog: naturalmente mi riservo di non pubblicare quelli che non rientreranno in uno standard minimo di intelligenza e rispetto, Ok?
Ed ora gli Scorpions!!!
Scorpions – Holiday (Athens Live at Karaiskaki)